Dal villaggio globale alla società liquida: come la tecnologia sta cambiando le nostre vite

Pubblicato il 9 luglio 2026 alle ore 11:24

La globalizzazione non è solo una questione di mercati ed economia. Spinta dai nuovi media, è una forza culturale e sociale che abbatte i confini geografici, trasforma le nostre abitudini quotidiane e ci rende parte di un mondo sempre più interconnesso e fluido

L’idea di “villaggio globale” di McLuhan, naturalmente, oggi rimanda al concetto di “globalizzazione”, coniato dalla rivista The Economist nel 1962 e diffusosi solo a partire dalla metà degli anni 1990 per indicare un insieme assai ampio di fenomeni, connessi con la crescita dell’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo.

La globalizzazione sociale e culturale si connette in maniera inscindibile con l’ambito delle nuove tecnologie di cui sono conseguenza i nuovi media. Infatti, riguarda sia i fenomeni connessi con il progressivo abbattimento delle barriere spaziali fra le nazioni, indotti dallo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, sia il fenomeno migratorio, cioè la presenza in numerosi Stati di comunità di immigrati che, grazie ancora ai vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, mantengono relazioni con i paesi d’origine e con i propri connazionali (interconnessioni sociali). Queste comunità introducono nei luoghi di immigrazione le proprie specificità culturali, interagiscono con la popolazione locale e con le altre comunità di immigrati, contribuiscono a modificare l’identità delle nazioni in cui risiedono.

conferma della poco sopra citata teoria di Marshall McLuhan circa il “determinismo tecnologico”, la società contemporanea o post-moderna – così come definita dal filosofo francese Jean-Francois Lyotard (cfr. La condizione postmoderna, Feltrinelli, Milano 1969) – sembra essere contraddistinta da almeno tre direttrici fondamentali:  l’insieme dell’umanità si sta interconnettendo attraverso una rete di  rapporti che si estende progressivamente all’intero pianeta; la rapidità e profondità dell’evoluzione dei modi di vita “quotidiani”, determinata dalle innovazioni tecnologiche,  rappresenta una novità assoluta nella storia umana; le  trasformazioni antropologiche ed ecologiche globali, dovute all’interazione tra fattori evolutivi (sociali, culturali, economici, tecnologici) sono di un’ampiezza senza precedenti.

Studiosi di diverse discipline (sociologi, psicologi, antropologi, biologi…) stimano che i mutamenti in atto stiano modificando, in modo irreversibile, il nostro modo di vivere quotidiano, il nostro modo di pensare e di percepire il mondo e la convivenza umana (cfr. Andrea Cerase, Media e postmodernità, Corso di Sociologia della comunicazione a.a. 2018-2019, Università di Roma La Sapienza).

Tali caratteristiche dell’attuale società sono quelle che fanno sì che il filosofo e sociologo polacco Zygmunt Bauman (1925-2017) la descriva come “società liquida”, ovvero un ambito in cui l’esperienza individuale e le relazioni sociali sono segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile (cfr. Modernità liquida, Laterza, Milano 2010).

 

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