La comunicazione nell’era dei social network

Pubblicato il 31 luglio 2026 alle ore 14:54

Dall'invenzione della stampa all'esplosione dei social network, la comunicazione umana ha vissuto una rivoluzione radicale basata sull'immediatezza. Oggi la parola scritta lascia sempre più spazio a immagini, video ed emoji: un cambiamento profondo che non trasforma solo il nostro linguaggio, ma ridefinisce anche le relazioni e il modo di esprimere le emozioni.

Se consideriamo la fondamentale tematica della comunicazione nel contesto globale della storia umana, notiamo l’enorme processo di trasformazione, modificazione e cambiamento che l’essenza stessa dei metodi comunicativi ha sviluppato nel tempo, incidendo ogni volta in maniera inequivocabile sulla società.

Naturalmente, la forma basica di comunicazione interpersonale si fonda sulla presenza, oltreché di un messaggio da trasmettere, di un emittente, un ricevente, un feedback e un canale comunicativo che, come sottolinea lo psicologo statunitense di origine armena Albert Meherabian (1939-), anche nella solo forma del linguaggio parlato, sarebbe riduttivo limitare al solo aspetto verbale della comunicazione, avendo un ruolo essenziale anche il para-verbale e il non-verbale (cfr. Silent Messages: Implicit Communication of Emotions and Attitudes, Wadsworth, Belmont, California USA 1971; Nonverbal communication, Aldine Trans action, New York, USA 1972).

L’invenzione della stampa a caratteri mobili per riprodurre testi su un supporto cartaceo, tecnica introdotta in Europa dal tedesco Johannes Gensfleisch della corte di Gutenberg (1400 ca.-1468) negli anni 1453-1455 – mentre in Asia esisteva fin dal 1041 circa, grazie alla tecnica dell’inventore cinese Bi Sheng (972-1051) – ha certamente rappresentato una vera e propria rivoluzione, seguita in epoca più recente dall’introduzione dci media elettronici, a partire dal cinema, radio e televisione fra la fine del diciottesimo e l’inizio del diciannovesimo secolo.

Come già notato citando McLuhan, la messa in orbita e l’utilizzo dei satelliti per le telecomunicazioni, a partire dalla seconda metà del ventesimo secolo, ha poi permesso le comunicazioni in tempo reale a grande distanza e quindi l’introduzione dell’idea del “villaggio globale”. Tuttavia, una rivoluzione davvero universale, anche all’insegna di quello che McLuhan teorizzava con l’idea di “determinismo tecnologico”, è rappresentata dall’avvento di Internet e dei social media, su cui ci siamo in maniera piuttosto dettagliata soffermati in precedenza. Ciò che impressiona rispetto alle altre tappe dell’evoluzione dei mass media nella storia umana è la portata reale del cambiamento sociale introdotto da questa rivoluzione comunicativa post-moderna, nonché i tempi rapidissimi relativi alla sua diffusione, certamente favoriti questi ultimi dalla stessa immediatezza comunicativa e rapidità temporale caratteristiche dei social media.

Giunti a questo punto, vale però la pena di chiedersi come funziona esattamente e che dinamiche sociali comporta la comunicazione nei social network, e come essa sta cambiando la nostra generale percezione della lingua e della comunicazione.

Prima di Facebook sono venute le mail. Simili nella forma alle classiche lettere, le mail conservavano un aspetto più o meno formale anche se, a differenza delle lettere, venivano recapitate quasi immediatamente e la risposta tornava a noi con la stessa celerità. La comunicazione incide pesantemente sulle nostre vite, ed è un aspetto imprescindibile nell’ambito dei rapporti con la società, di qualsiasi tipologia essi siano, da quelli lavorativi fino alle sfere sentimentali. I social network si sono espansi, anzi sono letteralmente esplosi, cavalcando principalmente la qualità dell’immediatezza che li accomuna alle mail, cui però si aggiunge anche la possibilità di avere un pubblico. La vanità insita in tutti gli esseri umani, ha giocato un ruolo fondamentale nella diffusione così capillare dei social network. La relativa facilità di accesso alla Rete ha fatto il resto.

L’immediatezza che ha contribuito enormemente allo sviluppo dei social network, non si incarna però solo nella celerità della parola. Con Twitter, Pinterest, Facebook o Instagram, Snapchat TikTok…, tanto per citare alcuni fra i più diffusi social network, una buona dose di contenuti e quindi di messaggi non si manifesta tramite un testo scritto, ma tramite un’immagine o addirittura un video. Instagram ha radicalizzato questo modo di comunicare, divenendo il principale social network per immagini e video.

La comunicazione quindi si è da una parte fatta più facile: tutti sono in grado di capire un’immagine e la comprendono con una velocità che la parola scritta non potrà mai raggiungere. Le parole, caso mai, diventano un accompagnamento, un contorno. Essendo poi contenuti pubblicati sul Web, teoricamente chiunque nel mondo può vedere e leggere quello che ognuno mette in rete, ampliando dimolto il potenziale pubblico. Un pubblico che può essere di diversi Paesi e quindi parlare lingue diverse. Di conseguenza, la comunicazione può svolgersi su canali linguistici diversi da quelli cui siamo abituati.

Anche questo genere di scelte cambia il modo di comunicare e fa dei social network una realtà diversa e staccata da quella di tutti i giorni. Come abbiamo visto, gli specialisti della comunicazione e del marketing, nonché gli influencer, sono in grado di sfruttare queste caratteristiche di immediatezza e globalità, per scopi pubblicitari facendo leva sulla viralità (la diffusione o popolarità) di un contenuto, e anche osservando il tipo di contenuti che vengono postati è chiaro come la comunicazione, sui social network, si stia riducendo nel numero di parole, e stia invece crescendo nella quantità di contenuti “alternativi”. Dunque, meno parole ma un’enorme quantità nei contenuti.

La riduzione di parole usate, però, se da un lato sembra sminuire il valore del testo come significativo mezzo di comunicazione, dall’altro rende le poche parole che vengono scelte e usate fondamentali. I motori di ricerca indicizzano ancora i contenuti in base alle parole chiave o ai tag, e sono ancora questi elementi, almeno per ora, a rendere possibile la ricerca e la scoperta della maggior parte dei contenuti.

Anche le emozioni e i sentimenti, nell’era dei social network, subiscono una trasformazione nella loro modalità di essere comunicati. Basti accennare all’utilizzo di emoticon, emoji o “faccine” o, ancora, smiley, diffuse particolarmente su Facebook e WhatsApp (sistema di messaggistica immediato), sono riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che esprimono un’emozione. Di fatto, si stanno affermando come un nuovo codice comunicativo. Spesso, con una semplice emoticon o con poche parole si pretende di comunicare, in maniera intrinsecamente ambigua, sentimenti ed emozioni complesse. Questo è ciò che, fra l’altro, fa parlare la sociologa israeliana Eva Illouz di “intimità fredde” affrontando il tema del processo di trasformazione dell’identità personale in una delle sue espressioni più recenti: quella della tecnologia di Internet (cfr. Intimità fredde. Le emozioni nella società dei consumi, Feltrinelli, Milano 2007).